Esame Stabilometrico Con Pedana Computerizzata TETRAX

La Stabilometria è un esame che permette di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana computerizzata che risponde a precise norme internazionali di costruzione, sensibilità e taratura.

L'esame stabilometrico viene utilizzato per lo studio della postura del soggetto, valutando la distribuzione delle forze verticali sul piano di appoggio e misurando la stabilità del soggetto mediante la precisione del controllo posturale e l’energia utilizzata. Serve per stabilire se un determinato tipo di stazione eretta rientri nei limiti della normalità.

Nell’ambito patologico contribuisce:

  • alla diagnosi dei disturbi dell’equilibrio (vestibolopatie periferiche o centrali, disturbi cerebellari, lesioni corticali, disturbi dell’apparato visivo, malattie osteo-muscolari);
  • al monitoraggio delle terapie riabilitative e farmacologiche;
  • alla valutazione medico-legale per stabilire l’autenticità di disturbi riferibili a colpi di frusta cervicali o ad altre cause.

Che cosa è

La stabilometria statica computerizzata è un esame oggettivo rivolto allo studio quantitativo delle oscillazioni posturali. È un test che misura la stabilità di un uomo. Questo esame valuta le oscillazioni compiute dalla persona quando sta in piedi, in condizioni di calma e in assenza di perturbazioni. Il mantenere la posizione eretta per ogni uomo è un momento dinamico e non statico.

Il controllo della postura e l'equilibrio, vale a dire il controllo posturale, richiede una complessa interazione di afferenze sensoriali, motorie e processi del sistema nervoso centrale. Per mantenere l’equilibrio il nostro cervello deve coordinare le afferenze dei sistemi visivo, vestibolare e somatosensoriale (propriocettivo). È una valutazione diversa dall'esame vestibolare, e spesso lo integra.

In che cosa consiste la stabilometria statica

Si tratta di un esame che permette di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana dinamometrica ben ferma (misuratore di forze) computerizzata, sia ad occhi aperti che chiusi. La stabilometria statica è quella che attualmente vede maggiore impiego.

Cosa si misura con l’analisi stabilometrica?

Si misura la posizione media del centro di gravità del corpo umano (circa 1 centimetro quadrato) e dei suoi piccoli movimenti di aggiustamento intorno a tale posizione, con un errore dell’1%. Serve per studiare la strategia posturale del paziente e quali movimenti esso debba compiere per mantenere l’equilibrio. La pedana stabilometrica è l’unico strumento in grado di valutare scientificamente tale comportamento.

Come viene fatto questo lavoro di controllo?

Dal sistema posturale che regola il mantenimento dell’equilibrio ortostatico.

Quale può essere l’utilità dell’esame stabilometrico?

Serve per stabilire se un determinato tipo di stazione eretta rientri nei limiti della normalità.

L’uomo mantiene la stazione eretta, ovvero l’equilibrio, grazie all’acquisizione istantanea di numerose informazioni esterne da parte del nostro organismo; l’apparato oculo-motore (vista), l’apparato vestibolare (udito), l’apparato propriocettivo (muscoli e recettori specifici) determinano le “correzioni” infinitesimali necessarie a “compensare” le perturbazioni sull’equilibrio derivanti dall’ambiente esterno.

Stabilogramma: è la rappresentazione grafica dello spostamento nel tempo del centro di gravità in funzione del tempo, visualizzando separate la componente X (oscillazioni sul piano laterale) e la componente Y (oscillazioni sul piano sagittale). Concettualmente esprime lo srotolamento del gomitolo nel tempo. Consente quindi di evidenziare eventuali lenti e progressivi scivolamenti del soggetto in una certa posizione (deriva) o altri comportamenti anormali quali pendolamenti o bruschi movimenti.

La principale funzione di un sistema posturografico statico è quella di analizzare la strategia utilizzata dal soggetto per mantenere la stabilità statica in posizione eretta. Il secondo impiego è quello di quantificare il contributo delle varie componenti del sistema posturale mediante prove cosiddette sensibilizzanti, che modificano la condizione base mediante stimolazioni o soppressioni visive, propriocettive, vestibolari ecc.

Esempi di condizioni di TEST SENSIBILIZZATI:

  • Retroflessione del capo (Interferenza Cervicale).
  • Appoggio su basi morbide (Riduzione della propriocezione plantare).
  • Solette propriocettive (Aumento della propriocezione plantare).
  • Deglutizione, Svincolo occlusale con cotone, Bite (Occlusione , ATM).
  • Visione Stabilizzata / Visione soppressa (Contributo dell’input visivo).

Il protocollo di test è parametrizzabile in base al gruppo di esami, in modo che risulti automatico il passaggio da un esame all’altro. La posizione dei piedi sulla base di appoggio è archiviabile.

Come nella valutazione clinica della postura, la prova stabilometrica viene eseguita in differenti condizioni:

  • occhi aperti e chiusi in appoggio sulla pedana (superficie rigida);
  • occhi aperti e chiusi in appoggio su una gomma posta tra i piedi e la pedana;
  • con capo retroflesso ed eventualmente anche antero-flesso o ruotato;
  • con capo retto ma posizionando dei rulli di cotone tra le arcate dentarie in modo da determinare lo svincolo dell’articolazione temporomandibolare.

La combinazione delle differenti registrazioni consente di ricavare informazioni precise su come labirinto, vista, propriocezione, somatoestesi, propriocezione temporo-mandibolare si integrino nel controllo della stazione eretta.

La maggior parte delle pedane misura il risultato dell’appoggio bipodalico come nella pedana standardizzata dall’Associazione francese di Posturologia (www.pmgagey.club.fr). Tale strumentazione, nell’ambito dello studio del controllo statico della postura, è forse quella maggiormente utilizzata (in Italia S.Ve.P, www.amplifon.it). Altre strumentazioni consentono di registrare anche l’appoggio destro e sinistro. La pedana stabilometrica statica più completa e complessa è il sistema Tetrax (www.sunlightnet.com). Consente la registrazione sia dell’appoggio globale del soggetto, sia il contributo dell’appoggio anteriore e posteriore, destro e sinistro. L’aspetto originale è rappresentato dalla possibilità di documentare la sincronizzazione degli appoggi delle punte e dei talloni tra piede destro e sinistro. Si ottengono quindi sofisticate informazioni sul controllo posturale.

Per postura si intende ciascuna delle posizioni assunte dal corpo, contraddistinta da particolari rapporti tra i diversi segmenti corporei. In condizione di stazione eretta si paragona il soma ad un pendolo invertito con oscillazioni, soprattutto sagittali, di circa 4° attorno al fulcro rappresentato dalla caviglia.

Per equilibrio si intende quella condizione ottimale in cui il soggetto assume una postura o una serie di posture ideali rispetto alla situazione ambientale in quel determinato momento e per i programmi motori previsti. L’equilibrio è una funzione estremamente complessa, costantemente minacciata dalla forza di gravità e dai movimenti volontari ed involontari del capo e del corpo e che coinvolge molteplici sistemi e strategie sensoriali e motorie. Viene mantenuto sino a quando il centro di gravità cade entro il perimetro del poligono di sostegno, delimitato sul suolo dalla nostra base d’appoggio. Il suo mantenimento necessita di movimenti compensatori elaborati automaticamente tramite archi riflessi sotto il controllo tronco-cerebellare e dipende da informazioni fornite da tre classi di afferenze sensoriali:

  • Propriocettori muscolari che rilevano le variazioni di lunghezza/tensione muscolare
  • Recettori vestibolari che rilevano le inclinazioni corporee sulla base del movimento della testa con tempi di latenza doppi rispetto a quelli precedenti.
  • Afferenze visive che trasmettono informazioni di movimento del campo visivo.

È attraverso la loro integrazione in tempo reale che il centro di gravità corporeo viene mantenuto, sia nella stazione eretta che nella deambulazione, all'interno del poligono di sostegno.

Il paziente viene invitato a salire con i piedi nudi su di una piattaforma munita di tre sensori di peso posti ai vertici di un triangolo equilatero; è in appoggio bipodalico senza sostegno, con i talloni allineati ed i piedi divaricati a 30° in modo che la bisettrice coincida con l’asse sagittale e si configuri un ideale poligono di sostegno sempre equidistante (6cm in avanti) dal centro elettrico della piattaforma. L’appoggio del piede sulla piattaforma definisce un’area triangolare. Il baricentro podalico è definito quindi dal baricentro geometrico ottenuto dall’incrocio delle mediane ed è localizzato tra la base del secondo metatarso e il secondo cuneiforme.

L’esame viene condotto in due condizioni basali prima ad occhi aperti (OA) e poi ad occhi chiusi (OC). Il paziente viene invitato a restare in posizione in silenzio con le braccia lungo il corpo per circa 30 secondi essendo l’esame campionato a 10 Hz.

Esistono poi tutta una serie di test eseguiti con manovre o posizioni destabilizzanti (occhi chiusi e testa iperestesa, OCR, head shaking test stabilometrico, prova calorica o galvanica ecc.) utilizzate allo scopo di svelare deficit posturali latenti o per tentare di valutare selettivamente il ruolo dei diversi input (spugna tra piede e piattaforma per ridurre l’input propriocettivo, stimolazione vibratoria ai muscoli del polpaccio talora associata a registrazione EMG).

Il segnale rilevato dai sensori viene amplificato e convertito da analogico a digitale, così da essere acquisito da un elaboratore elettronico. Un software dedicato elabora i dati, ne graficizza i risultati, le grandezze statistiche e archivia l'esame.